In cucina

Posate: come allestire una mise en place perfetta in base alle misure

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COME ALLESTIRE LA TAVOLA PERFETTA

Allestire la tavola significa anche rispettare delle etichette, regole che si tramandano da secoli e che sono andate modificandosi col tempo e col cambiamento nel modo di vivere il momento del pasto.

Esiste un modo per classificare ogni prodotto che serve ad allestire la mise en place perfetta: calici da acqua (più grandi) e calici da vino (più piccoli); piatti fondi, piatti coupe e pasta bowl; tovaglioli da cocktail, piegati a quattro, a otto e via dicendo.

Molto spesso una delle etichette più difficile da rispettare è quella relativa alle posate, perché ne sono state classificate talmente tante linee che per un locale è molto complesso gestirle tutte.

Entriamo allora nel dettaglio di come i vari brand dividono le loro tipologie di posate.

LE MISURE DELLE POSATE

POSATE DA TAVOLA

Le posate da tavola sono generalmente quelle più usate nei ristoranti per comporre la linea base: cucchiaio, forchetta e coltello, quest’ultimo utilizzato per la mise en place più che per l’impiego vero e proprio.

Quando l’ospite sceglie la portata, avviene infatti sempre più spesso che il coltello venga sostituito o ne venga portato uno contestualmente alla portata successiva. Spesso si tratta di un classico coltello da pizza, dotato di seghetto, oppure di un coltello da bistecca, seghettato o sempre più spesso a filo rasoio, per non rovinare le fibre della carne.

Lo stesso succede quando a menù si trova una zuppa, la cui degustazione è facilitata dal cucchiaio definito appunto ‘soup’.

Se il cliente sceglie invece il pesce, si dovrebbe sostituire non solo il coltello, ma anche la forchetta. Il coltello da pesce è completamente liscio e quasi privo di lama, ma dotato di un piccolo taglio che consente una ideale raccolta del cibo dal piatto, mentre la forchetta ha i tagli dei rebbi centrali più profondi, in modo da risultare il più efficiente possibile.

POSATE DA FRUTTA

Le posate si possono trovare in una misura più piccola, definite 'da frutta’ ma usate anche per i dolci. L’unica eccezione è la forchetta, di cui esiste anche un tipo da ‘dolce’, perché al posto di avere quattro rebbi – come la forchetta da tavola e la forchetta da frutta – ne ha tre.

Il cucchiaio da frutta viene invece spesso confuso con il cucchiaio da caffè, perché la tipologia da caffè è definita tale dall’etichetta, ma in realtà la sua misura permette di utilizzarlo per tè, tisane, cappuccini, cioccolate e, alle volte, per i dolci al cucchiaio date le misure più contenute se rapportate al cucchiaio da frutta. Il più piccolo dei cucchiaini codificati - se si escludono i cucchiaini da finger food - è il cucchiaino moka, impiegato per il servizio del caffè espresso. Una menzione speciale meritano i cucchiaini da gelato, la cui forma risulta inconfondibile perché tagliata, come fosse una vera e propria paletta; il loro design consente una degustazione semplice, per una raccolta del gelato fino all’ultima goccia. Infine, il cucchiaio da bibita, il tipo più lungo fra quelli da servizio, spesso usato per affogati, smoothies, coppe profonde, ma anche latte macchiato e mangia e bevi serviti in tumbler alti.

Sono escluse da questa codifica tutte quelle posate talmente specifiche che vengono utilizzate solo per portate specifiche. I classici esempi sono la forchetta da lumaca e la forchetta da aragosta; senza scendere troppo nel dettaglio, menzoniamo solo i cucchiai per ramen, le pinze taglia chele, gli spiedini per fonduta

COSA DETERMINA LA QUALITÀ DI UNA POSATA?

Per concludere, RGLife vi ricorda che il valore di una posata è dato non solo dal materiale di cui è composta (ad esempio argento o acciaio inox) ma anche e soprattutto dal suo spessore.

Quanto più una posata è spessa, tanto più è di valore, valore che trasmette alla tavola per cui è scelta... a tal proposito, non vi resta che pescare nell'assortimento di RGmania!