Sul Bancone

Come sono cambiati, e come cambieranno, i bar tools

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Mixology in crescita, innovazione in calo

Negli ultimi anni, il bartending ha conosciuto una crescita importante, un nuovo modo di essere ‘popolare’, non solo tra i professionisti, ma anche grazie alla sempre più nutrita schiera di appassionati che si cimentano nella miscelazione in occasione di feste o tra le mura domestiche. La parola ‘mixology’ non è più un termine dal significato intraducibile, ma un settore del food and beverage sempre maggiormente apprezzato, nonostante questa popolarità sia coincisa con una frenata nella produzione di modelli innovativi di bar tools.

Strumenti da bancone in acciaio inox

Dalla produzione indiscriminata di jigger, shaker, strainer e bar spoon, andando a recuperare forme degli anni d’oro e dando un impulso al collezionismo, la tendenza è infatti cambiata e consiste ora in una sempre maggiore attenzione ai dettagli nel produrre strumenti da bancone duraturi e versatili, fruibili e maneggevoli, a partire da un materiale ben definito, rispondente alla sigla AISI 304, ovvero l’acciaio inox 18.10 o 18.8, igienico e robusto, oltre che ovviamente idoneo al contatto alimentare. 

Jigger, bar spoon e shaker

Il viaggio di RGLife nell’evoluzione dei principali prodotti da bancone inizia dai jigger, che riportano sempre più linee e tacche di misurazione, sia interne che esterne, per aiutare i bartender nel dosaggio degli ingredienti; a livello di design, le forme più originali sono state abbandonate per privilegiare quelle più ergonomiche e quindi intramontabili. 

La trasformazione ha toccato anche i bar spoon, dato che spesso sui cucchiai miscelatori è riportata la capienza e la preferenza è ormai per la misura intermedia.

E gli shaker? I boston shaker sono per lo più bilanciati per garantirne la stabilità, i cobbler shaker sono sempre molto richiesti, mentre i parisienne shaker stanno via via scomparendo perché i suoi due pezzi sono difficili da aprire a causa del sottovuoto creato dall’abbassarsi della temperatura al loro interno.

Mixing glass e stampi per ghiaccio 

I mixing glass, invece, hanno forme sempre più essenziali. Cilindrici e realizzati con vetri spessi, i bicchieri miscelatori si stanno facendo largo sul mercato nella forma del mixing tin, identico al mixing glass per forma e dimensioni ma in acciaio, materiale molto più resistente. 

Lo stampo per il ghiaccio in silicone, anche su RGmania, ha ormai soppiantato lo stampo per ghiaccio in plastica dura, agevolando l’estrazione dei cubetti anche presso una clientela che non ha una macchina di ghiaccio professionale e che richiede nuove forme di ghiaccio per i propri cocktail homemade. 

La sensibilità sempre più sviluppata verso la salvaguardia della Terra, e di conseguenza dell’uso di materiali eco-sostenibili, porta verso la scelta di materiali riciclati e biodedegradabili: non più bicchieri in polistirolo e polipropilene, ma in pla e cartoncino; non più tovaglioli in cellulosa vergine ma in carta riciclata; non più stirrer e cannucce in plastica ma in bamboo, paglia e canna da zucchero.

Conclusioni

In conclusione, l’attenzione che i professionisti danno a prodotti di qualità più elevata, e l’approccio al mondo della miscelazione da parte del grande pubblico, hanno permesso e stanno permettendo a questo settore di crescere e prendere una direzione sempre più consapevole