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Il caffé ”sospeso” anche a Milano

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Grazie al locale BLU di via Carmagnola (quartiere Isola) il “caffé sospeso” trova spazio a Milano.

Chi non è di Napoli e non ha assistito in presa diretta a questa dignitosa forma di solidarietà, non può comunque non averlo visto almeno una volta in uno dei tanti film del primo dopoguerra ambientati nella città partenopea. La tradizione è quella di consumare un caffé e pagarne due, lasciando perciò un caffé già pagato per chi non ha neppure la possibilità di concedersi questo piccolo piacere quotidiano. Come dice Matteo Stefani del Blu, “abbiamo lanciato un sassolino, speriamo che altri ci seguano, in fondo è un piccolo gesto, ma ha un bel significato”. I caffé “sospesi” vengono segnati su una lavagnetta. Non esiste un criterio di selezione per chi lo richiede, gli amici del Blu non si sentono all’altezza di giudicare, di selezionare, ma sulla lavagna una frase fa da monito a stupidi approfittatori “ ‘a cuscienza vostra”: responsabilizzare il richiedente è senza dubbio la miglior selezione possibile. A noi questo esempio è molto piaciuto, non è solo un piccolo gesto di solidarietà concreta, ma è anche un modo discreto e molto efficace per far sentire la propria vicinanza a chi attraversa un momento di difficoltà e per non farlo sentire escluso dal contesto sociale: un sorriso, un saluto… un caffé.